Il Canone Rai

Sembra piuttosto evidente che il canone Rai stia diventando un’arma che i rappresentanti politici, in gran parte di centro-destra, utilizzano per criticare, contestare, minacciare programmi televisivi non “allineati” al pensiero unico, che vanno in onda sulla Rai.

Mi vengono in mente, soprattutto, le parole del Presidente del Consiglio in una “arrampicata sugli specchi” per giustificare le telefonate intercettate tra lui e l’esimio Innocenzi, a proposito delle puntate di Anno Zero che hanno trattato i temi dei processi al Cavaliere:

«Le cose che ho detto sono lecite e doverose perchè considero del tutto inaccettabile che il signor Santoro facesse processi in tv a persone già sotto processo senza dar loro la possibilità di difendersi. Ho detto che se si andava avanti nessun italiano avrebbe pagato più il canone Rai».

Beh, si consolino il Cavaliere, la signora Santanchè e tutti i pasdaran contro il canone Rai perché la senatrice Poretti pare che abbia qualche dubbio anche lei su chi debba pagare il canone Rai:

“Poiche’ senza risposta, sono alla quarta interrogazione per sapere chi debba pagare il canone/tassa della Rai (1). Da una indagine dell’Aduc (associazione per i diritti degli utenti e consumatori)  e’ risultato che il canone deve essere pagato anche da chi e’ in possesso di un videocitofono (2). Da una seconda indagine e’ emerso che per la legge in vigore (la 246/1938) il pagamento e’ previsto anche per il turista in visita nel nostro Paese (3). Una terza ricerca ha rivelato che gli uffici preposti non sanno se anche gli esercizi pubblici, se possiedono un computer, debbano pagare. Le manchevolezze della legge vengono supplite dalla sua parziale non applicazione (4).Da una quarta indagine risulta che Poste italiane, con 14.000 uffici dovrebbero pagare il canone, per un totale di circa 13.018.880 Euro. Le Poste probabilmente sono i maggiori evasori di questa tassa (5). Infine da una quinta indagine, presi per buoni i criteri di alcuni operatori Rai su chi debba pagare, risulterebbe per il 2006 un’evasione di centinaia di migliaia di euro. Secondo l’Istat, in Italia esistono 4.371.087 imprese e 6.075.000 lavoratori indipendenti; il 91,7% di queste imprese ha Internet e quindi un computer. Secondo alcuni operatori Rai i canoni dovuti sarebbero 4.008.286. Ma dai dati RAI risulta che quelli riscossi al 31-12-2006 sono 171.554. Anche se gli abbonati speciali fossero solo imprese, l’evasione sarebbe intorno al 95,8%, cioe’ 742.695.000 euro (6). La costante di ogni ricerca e’ che le risposte delle autorita’ preposte sono contraddittorie e confuse. Situazione in gran parte causata dall’espressione “apparecchi atti o adattabili”, coniata nel 1938 quando il televisore era in fase di sperimentazione.  (continua)

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